domenica 8 gennaio 2017

7 Gennaio 2017: Monte Croce da Sant'Antonio di Aradolo

Una breve passeggiata a pochi passi dalla città? Si può fare!!! Basta raggiungere la frazione di Sant'Antonio di Aradolo sopra a Borgo San Dalmazzo. Si può lasciare l'auto nei pressi della piccola chiesa oppure, se non c'è neve, proseguire ancora per circa 1 chilometro e parcheggiare nell'ampio spazio alle spalle di una bellissima meridiana. Da qui, su asfalto si seguono le indicazioni per il Monte Croce via delle meridiane e Monte Saben. Il percorso è piacevole e mai faticoso, sempre al sole e con una bella vista. Si raggiunge finalmente la sterrata che attraversa boschi misti dove si passeggiano tranquilli i caprioli. Noi abbiamo scelto la via di salita più lunga e ci siamo spinti sino al bivio per il Monte Saben, da lì abbiamo preso a destra, sempre nel bosco in salita dove, ad un trivio, dove ci sono dei simpatici abitanti..... si prosegue dritto ed in breve tempo si arriva nei pressi di una bellissima terrazza (sulla destra salendo), dalla quale si possono ammirare la Bisalta ed il Gelas. L'aria frizzante (alla partenza ore 08:00 c'erano -7°!!!!), ci stimola a camminare velocemente, mentre, sotto di noi, nel bosco di faggi, alcuni caprioli scorrazzano felici....Raggiungiamo, in breve le prime meridiane, poste sui muri di una piccola casetta, pochi passi e troviamo un'angolo di Paradiso: una bellissima casetta di legno sopra il costone del monte domina la valle sottostante (vorrei vivere lì!!!!) alle sue spalle una splendida meridiana ed un altare costruito magistralmente, rendono questo angolino molto suggestivo a discapito dei vari ripetori che imbruttiscono la zona...Ancora in salita e pochi passi ci fanno raggiungere la Piazzetta degli orologi solari: è incantevole!!!! Non ne avevo mai visti di così strani....come bambini, ci mettiamo a "giocare" con questi strani "meccanismi", scoprendo in quanti modi si può leggere l'ora utilizzando il sole. Il cammino prosegue verso la nostra meta ormai vicina, camminando in costa sul versante che guarda la Valle Stura. Giungiamo ad un bivio dove, a destra troviamo uno dei tanti sentieri che si possono utilizzare per la discesa; ormai vediamo la croce di vetta, che in pochi minuti raggiungiamo. Nonostante sia una cima modesta (1210 mt.), da quassù il panorama è spettacolare, si riescono a vedere tutte le cime: il Monte Rosa, Monviso, Ischiatur, Argentera, Matto, Gelas, Bisalta....insomma panorama a 360°. Una bella colazione, con pane, formaggio e tè caldo, quattro chiacchere con alcuni ragazzi saliti da Borgo, ci fanno passare una piacevole ora (dal parcheggio alla cima, con soste per foto, e la lunga sosta alla Piazzetta degli orologi, abbiamo impiegato 1 ora e 45 minuti). Per il ritorno le vie sono molte: si può tornare sui propri passi e scendere a sinistra al primo bivio, oppure, dalla cima scendere direttamente e giunti ad un bivio scegliere quale via fare, quella di sinistra porta direttamente al parcheggio dove abbiamo l'auto ma, essendo molto ghiacciato, optiamo per quello di destra che scende sulla strada asfaltata, ed in pochi minuti arriviamo all'auto (dalla cima 15 minuti). Visto che la gita è stata breve decidiamo di visitare il Santuario di Monserrato che si incontra sulla strada che sale Borgo: peccato sia chiuso, così facciamo un giro sotto i suoi caratteristici portici e nei dintorni. Anche da qui si gode un ottimo panorama, soprattutto sulla città di Borgo San Dalmazzo. Insomma una bella gita, per nulla faticosa, ma molto appagante dal punto di vista paesaggistico, da fare sia con la neve (sperando arrivi presto), che in giornate di sole ma freddine.
Sorge il sole

La forza della natura

Capriolo

Strane figure....

....ci accompagnano

Neve e ghiaccio creano strane forme

Argentera e Saben

Piccolo angolo di Paradiso

Orologio a filo, in centro Monte saben


La Bisalta

La nostra meta, ormai vicina

Monviso

La Valle Stura

Panorama di Borgo San Dalmazzo dal Santuario di Monserrato

Portici del Santuario

sabato 5 novembre 2016

Val Pellice, Rifugio Willy Jervis mt. 1732

 Finalmente la prima volta in rifugio con i cagnetti. Non è facile trovare un rifugio nel quale siano accettati gli animali, quindi, per questo weekend, abbiamo optato per il Willy Jervis in Val Pellice. Partiti di buon ora ieri, 31 Ottobre 2016, con zaini stracarichi e cagnetti al seguito in circa 2 ore siamo giunti al rifugio. Il tragitto per raggiungerlo si snoda lungo la carrareccia che, nella bella stagione, consente alle auto di salire alla Conca del Prà: è una bellissima passeggiata, all''inzio in un bosco misto, poi il larice prende il soppravvento ed è un tripudio di giallo acceso che invade tutta la vallata. Durante il cammino ci accompagna in sottofondo il mormorio del torrente Pellice, che scorre poco più in basso, la camminata non è mai noiosa, dopo ogni curva c'è qualche meraviglia che ci attende, la cosa più affascinente sono le molte cascate, piccole e grandi, che rombano e quasi "disturbano" questa pace infinita. Dopo circa 2 ore di cammino raggiungiamo la Conca del Prà, dove è situato il Rifugio
e, dopo aver lasciato i bagagli in camera ci godiamo un meritato pranzo in compagnia di un simpatico gruppo di ragazzi conosciuti lassù (solo in montagna si riesce a fare amicizia in questo modo, condividendo, oltre al cibo le proprie esperienze...). Dopo pranzo una bellissima passeggiata ci porta a visitare le bellissime borgate della Conca del Prà, percorrendola tutta sino ai piedi dei sentieri che conducono al Rifugio Granero (..che potrebbe essere la nostra prossima meta...). Verso le 16, una fitta nebbia avvolge tutta la conca; che spettacolo meraviglioso!!!! Il paesaggio cambia all'improvviso: si vedeno solo sagome.....alberi, massi, montagne, case....tutto avvolto da un'aura magica, le piccole borgate ricordano un presepe (manca solo la neve...). Rientrati al rifugio, dopo una bella doccia, ci aspetta un'ottima ed abbondante cena. Con il spraggiungere del buio la nebbia lascia posto ad un cielo stellato come non ricordo di aver visto: la Via Lattea è stupenda!!!!! Restiamo incantati per un tempo infinito ad ammirare questa meraviglia. Un bel sonno rigenerante ci ha portati sino a questa mattina (1 Novembre) quando, con rammarico, abbiamo dovuto lasciare questa splendida oasi di pace. Giunti all'auto abbiamo ancora fatto due passi per visitare la graziosa borgata di Villanova e poi a casa. Dopo due giorni così, torni in pace con il mondo intero e ti ricarichi......Un bellissimo weekend in montagna!!!!

Rio Crosenna




Ponticello presso la cascata del Pis dell'Urina

Arrivati alla Conca del Prà

Ecco il Rifugio!!!


La Conca del Prà




Villanova

Cascata nei pressi del parcheggio
Cascata all'entrata di Villanova


Borgata nella Conca del Prà

Conca del Prà




Rifugio Willy Jervis, il tavolo delle colazioni

Mattinata stupenda


Ultimo sguardo....


Villanova

Villanova


Transumanza a Bobbio Pellice
Il panorama, durante la salita
Ottima polenta concia!!!!
Cascata del Pis dell'Urina
Iscrizione presso la cascata del Pis dell'Urina

Siamo pronti al rientro
La nebbia ha preso il soppravvento
Cascata del Pis dell'Urina
Larici

martedì 11 ottobre 2016

Dal Colle della Maddalena al Lago Superiore di Roburent

E' una bella mattina di Agosto (23 Agosto 2016), quando decidiamo di raggiungere la Valle Stura, destinazione il Lago Sup. di Roburent. Alle 08:30 lasciamo l'auto nel piccolo parcheggio posto poco oltre il Colle della Maddalena e ci incamminiamo lungo il sentiero che porta al Lago dell'Oronaye.
Le indicazioni che si trovano nei pressi del parcheggio
La salita è subito un pò dura, ma l'aria fresca ed i panorami non mi fanno sentire la fatica. Durante la salita incontriamo un gregge di pecore che ci guardano incuriosite.....
Pecorelle
Il cielo è limpidissimo e si vede ancora la luna!!!
La salita continua, per me, è abbastanza dura ma, con le dovute pause finalmente arriviamo sul pianoro da cui si ha un'ottima vista sull'Oronaye.
L'inconfondibile sagoma del Monte Oronaye, 3100 mt.
Da qui il sentiero è più dolce ed in breve tempo raggiungiamo un piccolo laghetto, ormai completamente in secca, che precede il lago dell'Oronaye. Purtroppo questa stagione è stata molto asciutta, è molto triste vedere i ruscelli di montagna poveri d'acqua, i piccoli laghi che scompaiono, mi piace molto il suono dell'acqua in montagna e il non poterlo sentire mi rattrista molto....
A sinistra si vede ancora dove sino a qualche anno fa c'era un piccolo lago, alle sue spalle il Bec Du Lièvre, 2770 mt.
Ancora circa mezz'ora di cammino e finalmente ecco il Lago dell'Oronaye. Anche qui il livello dell'acqua è molto basso, ma questo lago è sempre molto affascinante. Decidiamo di fermarci a fare uno spuntino e riposarci un pò sulle sue rive e ci scappa pure un bagnetto!!!!!
Le fresce e azzure acque dell'Oronaye, 2411 mt:

Dopo la pausa, riprendiamo il cammino; bisogna superare un'ulteriore balza per raggiungere il lago di Roburent e, qui troviamo un altro gregge di pecore e capre...ma quante sono??!!
Capperi, che corna!!!!

Un mare di pecore!!!!

















Attraversiamo il gregge e raggiungiamo la pietra di confine, pochi passi e finalmente il grande lago ci appare in tutta la sua bellezza!!!! Ma quanto è bello!!!! Lo avevamo visto in foto tantissime volte, ma vederlo dal vivo è un'emozione incredibile.....le sue acque blu intenso ci lasciano a bocca aperta, decidiamo di non scendere sulle sue rive, ma di fermarci sul colle che lo domina. Restiamo tantissimo tempo seduti in silenzio a guardare: ma quali meravigliosi panorami ci offre la natura!!!
Pietra di confine

Il meraviglioso Lago Sup. di Roburent, 2416 mt:


La nostra gita volge al termine, è ora di scendere......torniamo sui nostri passi, passando nuovamente lungo le sponde del lago Oronaye: ancora qualche scatto e via, un'ottima merenda ci attende presso il Rifugio della Pace al Colle dell Maddalena.
Il Lago Oronaye

Un'altra splendida giornata in montagna si conclude, torniamo a casa stanchi ma rigenerati!!!!

P.S.: questo percorso è di circa 8,76 m., abbiamo impiegato 4h:52m, pause e fotografie comprese